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Premio Elisabetta Paolucci

Superare le fragilitàQuinta Edizione (2024-2025)

Associazione Elisabetta Paolucci a Sostegno Persone Fragili

I progetti presentati

ECHI DI SOLITUDINE


Classe 2°A – Liceo Pascoli Bolzano
Docenti: Prof. Guagenti e Prof. Franzoi

Echi di solitudine: Un viaggio per curare la ferita dell’abbandono

Il progetto “Echi di solitudine”, curato dalle Prof.sse Guagenti e Franzoi presso il Liceo Pascoli, nasce per esplorare una tematica tanto complessa quanto attuale: la ferita dell’abbandono.
Questa condizione psicologica, che affonda spesso le radici nell’infanzia, si manifesta come un’intensa paura di essere lasciati soli e può influenzare profondamente l’autostima e le relazioni in età adulta. Attraverso un percorso interdisciplinare che coinvolge la classe 2^A e gli studenti delle Scienze Umane, l’iniziativa punta a trasformare il silenzio dell’isolamento in un’opportunità di condivisione e crescita.

L’obiettivo centrale è sensibilizzare i giovani, le famiglie e i docenti sugli effetti psicologici dei traumi legati a lutti, separazioni o assenza di supporto emotivo. Il progetto mira a:

  • Analizzare e riconoscere i sintomi della ferita emotiva, come l’ansia o la dipendenza affettiva.
  • Promuovere la resilienza, fornendo strumenti consapevoli per gestire il proprio malessere.
  • Costruire ponti attraverso il racconto autobiografico e l’ascolto reciproco.

Il progetto vivrà sia all’interno della scuola che nello spazio digitale:

  • Spazio “Echi di solitudine”: Un luogo fisico nell’Istituto dedicato alla raccolta di testimonianze e all’ allestimento di una mostra del fumettista Zerocalcare, per riflettere sulle fragilità della vita con profondità e ironia.
  • Podcast e Social: Gli studenti realizzeranno un podcast interdisciplinare per il contest di Rizzoli Education e gestiranno pagine social (Instagram e TikTok) con reel e box interattivi per raccogliere domande e storie in forma anonima.
  • Supporto Specialistico: Interventi mirati di una psicologa aiuteranno i ragazzi a comprendere come fronteggiare le ferite emotive e a elaborare le proprie esperienze.
    In un mondo dove ci si sente spesso soli pur essendo connessi, “Echi di solitudine” vuole ricordare che la condivisione è il primo passo verso la consapevolezza e la guarigione.

IL TEATRO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE


Classe 2°I – Liceo Pascoli Bolzano
Docenti: Prof. Gabrielli e Prof. Ravagnani

Oltre la Scena: Un Laboratorio Teatrale contro la Violenza di Genere

Il linguaggio teatrale incontra l’impegno civile in un progetto di laboratorio ideato dalla classe 2^ Internazionale. Coordinato dalle Prof.sse Alice Ravagnani e Sally Gabrielli, questo percorso nasce per affrontare con consapevolezza la fragilità di una società che spesso fatica a prevenire la violenza di genere e a scardinarne le dinamiche tossiche.

L’obiettivo non è solo informare, ma fornire alle nuove generazioni gli strumenti per cambiare rotta. Attraverso il lavoro in classe, gli studenti impareranno a:

  • Riconoscere e descrivere la violenza e la discriminazione di genere in ogni sua forma.
  • Decodificare i messaggi mediatici, identificando le narrazioni distorte che spesso colpevolizzano le vittime o giustificano gli aggressori.
  • Sviluppare empatia e relazioni sane, sperimentando concretamente il rispetto reciproco attraverso la recitazione.

Il percorso, guidato dall’attrice Alice Ravagnani, si articola in 3 fasi dinamiche che trasformeranno gli studenti in protagonisti attivi:

  1. Analisi e Riflessione: Studio di materiali multimediali e testi per definire i temi del progetto.
  2. Laboratorio Teatrale: Sessioni di improvvisazione e assunzione di ruoli per esplorare le interazioni tra i generi e stimolare la comprensione profonda dell’altro.
  3. Produzione Video: Creazione di un vero e proprio set cinematografico dove gli studenti lavoreranno come attori davanti alla camera.

L’attività culminerà nella creazione di un video originale – il cui titolo sarà scelto dagli studenti stessi –per aumentare la consapevolezza su queste tematiche nell’intera comunità scolastica.


INFINITO UMANO


Classe 1°E – Liceo Pascoli Bolzano
Docenti: Prof. Ngucaj

Infinito Umano: L’arte che ricuce i legami nell’era digitale

Il progetto “Infinito umano” è una performance di arte partecipativa nata da un ascolto profondo del territorio e delle sue storie. Gli studenti della classe 1E del Liceo Artistico “G. Pascoli” di Bolzano, guidati dalla Prof.ssa Arta Ngucaj e dall’artista Arben Beqiraj, hanno trasformato una riflessione critica sulla tecnologia in un gesto poetico collettivo.

L’idea nasce da un incontro con la comunità del quartiere Don Bosco, dove i ricordi degli abitanti hanno messo in luce un forte contrasto: se un tempo ci si riuniva attorno a un’unica TV per condividere emozioni, oggi la comunicazione digitale spesso ci isola pur tenendoci connessi. I ragazzi hanno risposto a questa “fragilità relazionale” progettando un intervento per riattivare lo spazio pubblico come luogo di incontro reale.

Il cuore del progetto è una performance pubblica in Piazza Don Bosco. In questo spazio, un tempo centro vivo della socialità, i partecipanti formano una spirale umana compiendo un atto simbolico:

  • Spegnere i cellulari come schermi, fonti di distrazione e isolamento.
  • Accenderli come luci, trasformando la tecnologia da barriera a strumento di connessione autentica.

Attraverso questo percorso di cittadinanza attiva e rigenerazione urbana, il progetto mira a:

  • Promuovere la consapevolezza del valore delle relazioni fisiche e della presenza reale.
  • Coinvolgere la comunità locale in un dialogo creativo che rafforzi il senso di appartenenza al territorio.
  • Sperimentare l’arte partecipativa come strumento per abitare e non solo attraversare gli spazi comuni.

“Infinito umano” non è solo un’opera d’arte, ma un invito a ricucire il tessuto delle nostre relazioni partendo da un semplice gesto condiviso.


FRAGILE COME UNA STELLA


Gruppo misto di classi quarte – Liceo Pertini
Docenti: Prof. De Notarpietro

Fragile come una Stella: Un ponte di empatia tra teatro e solidarietà

Il progetto “Fragile come una Stella” nasce con l’obiettivo di trasformare la fragilità in una forza preziosa, mettendo in contatto gli studenti del Liceo “Pertini”, guidati dalla Prof.ssa Sabrina De Notarpietro, con i piccoli pazienti del reparto di pediatria dell’Ospedale di Bolzano. L’iniziativa affronta una sfida duplice: regalare momenti di spensieratezza ai bambini costretti lontano da casa per motivi di salute e, al contempo, offrire agli studenti un’occasione di crescita personale, aiutandoli ad accrescere la propria autostima e il proprio benessere attraverso il sostegno agli altri.

Il cuore dell’iniziativa è la realizzazione di uno spettacolo teatrale originale, interamente ideato e scritto dagli studenti. Per garantire la massima inclusione e coinvolgere anche i piccoli pazienti di origine straniera, il copione integrerà battute e frasi semplici in diverse lingue.

Le attività principali del percorso comprendono:

  • Laboratori di scrittura e scenografia: creazione del copione e allestimento del palco utilizzando materiali semplici e di riciclo.
  • L’Albero delle Emozioni: un’attività laboratoriale in cui ogni bambino potrà attaccare una “foglia” con una parola che rappresenti il proprio stato d’animo.
  • Performance finale e dono al reparto: l’evento culminerà in una recita a maggio 2025, seguita dalla donazione al reparto di un album fotografico per documentare e ricordare questa giornata speciale.

Attraverso il teatro e l’espressione corporea, il progetto punta a promuovere il coraggio e la resilienza, aiutando i bambini a vedere la propria fragilità come parte di una storia unica e preziosa. Per gli studenti coinvolti, si tratta di un’importante tappa di maturazione volta a sviluppare un grado maggiore di empatia e consapevolezza delle proprie capacità.


La giuria

Assegnazione premio e motivazione

“La solitudine fa rumore, anche se non si sente. Ma se impariamo ad ascoltarla, possiamo trasformarla in presenza, in voce, in incontro.”

La classe 2A ha vinto il Concorso Elisabetta Paolucci “Oltre le fragilità” con il progetto “Echi di Solitudine”.

Di seguito le motivazioni dela giuria: “La classe 2°A si è distinta per l’approfondimento e la cura di un progetto articolato e coerente, che ha unito creatività e riflessione attraverso diverse attività (mostra, podcast, questionario, pagina Instagram, reel). L’uso efficace delle tecnologie, in particolare del podcast, ha reso il lavoro coinvolgente e capace di raggiungere un ampio pubblico, soprattutto tra i coetanei. Il lavoro della 2°A ha attivato reti dentro e fuori la scuola, generando impatto e consapevolezza nella comunità. L’uso responsabile dei social e l’inserimento di tavole di Zerocalcare hanno contribuito a rafforzare il messaggio. Il progetto, rivolto ad altri giovani, mostra la maturità e la sensibilità della classe, e la partecipazione a un concorso nazionale ne accresce ulteriormente il valore civile”.

Il vincitore

Echi di Solitudine